La storia dell’insediamento produttivo in località Due Ponti
Le origini
I torrenti che corrono al piede del Centro del Borgo di Fanano sono stati caratterizzati, fino ai primi decenni del 1900, da insediamenti produttivi legati all’energia idraulica dei Torrenti Fellicarolo, Ospitale e Leo. In particolare, la borgata “I Ponti” era un vero polo produttivo con centrali idroelettriche, filanda, mulini, tintoria e segheria. L’edificio principale porta la data 1877 incisa su una targhetta in pietra sopra una chiave d’arco. L’elemento caratterizzante è rappresentato dal fianco verso monte, esito di un ampliamento in quella direzione, che sbarca ad un piano sopraelevato tramite un sottopasso voltato. L’ingresso principale avviene da un portale del piano terra ad arco ribassato, realizzato con una ghiera di conci in arenaria accuratamente spianati e della stessa dimensione. Magnifico il serbatoio di carico per le macine, in forma a tronco di piramide irregolare, ancora ben conservato. Il vicino ponte sull’Ospitale anticamente collegava, attraverso Ca’ Preda, Fanano con Monte Luzzo (Monte Luzi): qui da Trignano-Serrazzone convergeva anche la via “Nonantolana” in direzione La Sega-Ospitale-Passo della Croce Arcana.
La costruzione dell’insieme degli edifici inizia nell’anno 1887 (Mulino) per essere completato, nella sua struttura originale, nel 1886 (Filanda). Di proprietà della Signora Monari Ida di Fanano, fu concepito come centro di attività industriale, potendo sfruttare le potenzialità derivanti dall’energia cinetica prodotta dall’acqua del limitrofo torrente Fellicarolo.
Tre erano i laboratori costituenti questo complesso dalla sua edificazione, in funzione fino a metà degli anni ’50: una Filanda, un Mulino e una Segheria.

Dagli anni ’80
Fino agli anni ‘80 l’edificio principale (Mulino) fu destinato a residenza privata, con indirizzo civico Via Ponti 928. Nel 1987 le proprietà immobiliari vennero acquistate da Giuliano Zanaglia e Massimo Mucci con lo scopo di realizzare un punto ricettivo con bar ristorante e camere.Il progetto di attività ricettiva fu poi abbandonato e nel 1989 in nuova veste societaria “Madagi Musaza srl” venne avviata la progettazione di una centrale idroelettrica che andò in autorizzazione nel 1990.Il progetto prevedeva la ripresa del canale di gora esistente e la sala macchine all’interno del vano interrato del complesso del Mulino. Nel 1995 l’Ente Parco dell’Alto Appennino Modenese avanzò richiesta di acquisizione dei locali dell’ex mulino, al fine di realizzare una dei suoi Centri Visite. La società proprietaria concesse la vendita riservandosi il diritto di superficie e il diritto di acquedotto finalizzati alla realizzazione della Centrale idroelettrica. L’atto di cessione fu perfezionato nel 1995. A questo, seguirono i lavori di ristrutturazione dei fabbricati che portarono al nuovo Centro Visite del Parco presso l’edificio principale (ex Mulino) e alla realizzazione di uffici per il Corpo Forestale dello Stato nei locali Ex Filanda (in parte diroccati) e per le Guardie Ecologiche Volontarie.
Il Centro Visite ha sperimentato diverse formule di gestione, fra le quali la più significativa risulta essere quella del gruppo locale “Vecchia Filanda” prima legato all’APT di Fanano e successivamente in forma di associazione indipendente.
Il Centro visite ha ospitato un percorso dal tema “Acqua e Vita”, che si sviluppava sia all’interno con mostre tematiche sul mulino, la vita negli ambienti acquatici e lo sfruttamento dell’acqua per ottenere energia, sia all’esterno con la visita alle vasche per la schiusa delle uova di trota. Presso il Centro inoltre è stata allestita una sala espositiva con reperti della Seconda Guerra Mondiale; nella zona passava infatti la Linea Gotica.
L’evento più significativo al Centro Visite si è tenuto dall’8 al 10 settembre 2000, con un grande congresso internazionale sui simposi e i parchi di scultura (SculPark) organizzato dal GAL Antico Frignano, con la Direzione di Daniele Sargenti. Al Convegno, che aveva lo scopo di portare l’attenzione di addetti ai lavori e autorità̀ su esperienze, quelle dei simposi e dei parchi di scultura su pietra, legno e ferro, realtà̀ presenti in piccoli centri di tutta Europa, hanno partecipato persone provenienti da 17 paesi diversi (Italia, Portogallo, USA, Australia, Inghilterra, Germania, Austria, Francia, Svezia, Spagna, Canada, Finlandia, Irlanda, Rep. Ceca, Norvegia, Israele, Finlandia, Scozia). Furono presenti tra gli altri Carol Sterling, allora direttrice dello statunitense International Sculpture Center e dell’on. Giampaolo d’Andrea, sottosegretario ai beni culturali. Il congresso affrontò anche un tema di grande interesse, quello del restauro ambientale come linea per lo sviluppo della scultura all’aperto, con il rilancio di progetti centrati sull’arredo urbano ed extraurbano. L’idea di base era (ed è) quella che i parchi d’arte possano rappresentare un importante incentivo per il turismo: l’iniziativa fu infatti promossa nell’ambito del progetto di cooperazione transnazionale con la Bretagna e la Scozia dal titolo L’arte come strumento di rinascita dei territori rurali. Nel 2002 il Centro Visite con il suo bosco adiacente è stato il set di Sereno Variabile per la rappresentazione teatrale Linea Gotica.
La Vecchia Filanda che gestiva il Centro Visite, nel 2004 si fa promotrice delle attività didattiche sul Sentiero dell’Atmosfera all’interno del Convegno 4 passi nel clima che cambia organizzato dal CNR.
(Fonti documentali: Studio Sargenti e Potamos)

